[1974] Manhole – Grace Slick

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Grace Slick è stata forse la più grande interprete femminile del rock a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta. Come voce dei Jefferson Airplane infilò un capolavoro dietro l’altro e così fu anche con Paul Kantner, suo compagno d’arte e di vita. Da solista la sua carriera fu meno fortunata, fatta eccezione per il fulminante esordio di Manhole.

Nel 1974, chiusa l’avventura dei Jefferson Airplane, Grace Slick mette la sua firma su un album dedicato alla musica spagnola. Su Manhole, per il quale la cantante disegnò anche la copertina, suonano i suoi soliti compagni di viaggio. Paul Kantner e Jack Casady arrivano direttamente dai Jefferson Airplane; David Freiberg e Gary Duncan dai Quicksilver Messenger Service; Jorma Kaukonen non c’è, ma il fratello Peter sì e c’è anche David Crosby, amico di lunga data, che ricambia i cori di Grace sul suo If I could only remember my name. E’ una all-star band e fra i tanti si rischia di dimenticare il contributo al basso di Ron Carter, uno che la sua fortuna se l’è fatta da altre parti, con gente come Paul Desmond, Herbie Hancock e Miles Davis, tra gli altri, e che qui lascia il segno sul pezzo cardine dell’album, quello che gli dà il titolo.

E’ sul lato A – si parla del vinile, ovviamente – che si concentra il meglio dell’album. Dopo l’introduzione di Jay – acustica, sussurrata, intimista – c’è la suite orchestrale Theme from the movie “Manhole”, omaggio alla musica spagnola, tema portante di un film western mai realizzato. Per oltre quindici minuti – sullo sfondo musicale allestito dalle chitarra di Craig Chaquico e David Freiberg, da Ron Carter e Jack Casady che si alternano al basso e dalla London Symphony  Orchestra – la voce di Grace Slick risuona potente e sensuale come non mai.

La musica de espana es para mi como Ia libertad 
Canta como si la libertad es suiyo
Convenir resuena para escapar

Il lato B dà spazio alla vena rock blues di Freiberg, Kantner e Duncan (su It’s only music, scritta da Freiberg con Robert Hunter, il paroliere dei Grateful Dead, Grace Slick è addirittura assente) prima di chiudere con la sperimentale Epic #38, cavalcata per sintetizzatori e cornamusa.

C’è tanta roba, in questo esordio magnifico, tanta quanta molti si sognano in intere carriere, eppure Manhole fu tutt’altro che un successo e in seguito la cantante si fece notare solo o quasi per il progetto Jefferson Starship, versione riveduta e corretta dei Jefferson Airplane per gli anni Settanta e Ottanta.
Ma ritagliatevi quindici minuti per il tema di Manhole, non ve ne pentirete.


Tracklist

  1. Jay
  2. Theme from the movie “Manhole”
  3. ¿Come again? Toucan
  4. It’s only music
  5. Better lying down
  6. Epic no.38

Must hear songs: Jay, Theme from the movie “Manhole”

Produzione
Grace Slick, David Freiberg, Paul Kantner

Musicisti

Grace Slick: voce, chitarra acustica in Jay, piano

Paul Kantner: voce, chitarra, armonica

Peter Kaukonen: basso e chitarra acustica in Jay, mandolino in “Manhole”

David Freiberg: voce, chitarra, percussioni, basso, organo

John Barbata: batteria

David Crosby: voce in “Manhole”

Jack Casady: basso in “Manhole”

London Symophony Orchestra in “Manhole”

Sometimes it’s easy to believe it
Sound may be the warmest thing he’s found
He just starts playing, then he says to me:
“Ready your body for love, there is no gravity here”
Look up – the roof is gone and the long hand moves
Right on by the hour.
Look up – the roof is gone
The roof is gone, the roof is gone

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