[1990] The La’s – The La’s

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Un sacco di merda. Lee Mavers, leader, cantante e autore dei pezzi degli La’s definiva così il loro album del 1990: un sacco di merda. Non stupisce quindi che un gruppo così meraviglioso non abbia mai dato seguito a un sì folgorante esordio.

L’omonimo album degli La’s da Liverpool è un disco perfetto oltre che di fondamentale importanza per la nascita di quel movimento che va sotto il nome di Brit-pop: gran parte della musica degli anni Novanta, almeno per quanto riguarda la metà inglese del cielo, deve la sua esistenza a questa irripetibile mezz’ora abbondante di canzoni.

Lee Mavers era un ossessivo perfezionista e ci mise quattro anni a comporre questa meraviglia e non se ne sarebbe fatto nulla, fosse stato per lui. La Go! Discs la pensava diversamente e diede per buono il lavoro di Steve Lillywhite, uno capace di tirare fuori il meglio o quasi da praticamente chiunque (Rolling Stones esclusi). Quelli avevano pubblicato già Housemartins e Beautiful South, insomma era gente che sapeva il fatto suo. E infatti, con buona pace di Mavers, ci presero.
Dodici tracce maestose nella loro disarmante semplicità: due, massimo tre minuti di irresistibili melodie e cori beatlesiani, chitarre acustiche ed elettriche che si intrecciano come solo gli Smiths, dopo i favolosi anni Sessanta, avevano saputo fare. Il trittico di canzoni che apre l’album – “Son of a gun”, “I can’t sleep”, “Timeless melody” – è devastante. The melody always finds me / Whenever the thought reminds me/ Breaking a chain inside my head/ The melody chord unwinds me. I primi versi di Timeless melody sembrano una dichiarazione programmatica, o una confessione.

Ma non è ovviamente tutto qui, perché Mavers ha anche fra le mani l’ordigno fine di mondo, il singolo killer. There she goes è un classico. Il riff richiama il jingle-jangle byrdsiano, la melodia fa parte delle conoscenze musicali di base di chiunque abbia due orecchie separate da una testa.
Lee Mavers è forse uno dei grandi geni degli ultimi trent’anni, sottovalutato persino da se stesso.

There she goes, there she goes again
She calls my name, pulls my train
No one else could heal my pain

And I just can’t contain
This feelin’ that remains

Tracklist

  1. Son of a Gun
  2. I Can’t Sleep
  3. Timeless Melody
  4. Liberty Ship”
  5. There She Goes
  6. Doledrum
  7. Feelin’
  8. Way Out
  9. I.O.U.
  10. Freedom Song
  11. Failure
  12. Looking Glass

Must hear songs: Son of a gun, Timeless melody, There she goes

Produzione
Steve Lillyhite

Musicisti

Lee Mavers – voce, chitarra

John Power – basso

Peter Camell – chitarra

Neil Mavers – batteria

John Byrne – chitarra (There she goes)

Chris Sharrock – batteria (There she goes)

Paul Hemmings – chitarra (Way out)

John Timson – batteria (Way out)

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