[1974] Sweet Home Alabama – Lynyrd Skynyrd

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Il punto di partenza, ovvio e necessario, è che Sweet Home Alabama è un pezzo straordinario, uno dei riff più riusciti e riconoscibili dell’intera storia del rock. E’ il pezzo più noto dei Lynyrd Skynyrd e come tutti i pezzi che hanno segnato un’epoca è stato usato (e abusato) da cinema e televisione, interpretato, campionato, citato e plagiato un milione di volte fino a entrare nella pelle anche del più distratto degli ascoltatori. Sweet Home Alabama ti appartiene anche se non lo sai. Merito di quelle tre chitarre che si inseguono, si sfidano, duellano (triellano?), vanno a fuoco, mentre Ronnie Van Zant –  che all’inizio chiede al tecnico del suono di alzargli il volume in cuffia, Turn it up!  – fa quello che sa fare, e cioè cantare come quello che è stato, uno dei più grandi cantanti rock di sempre. E merito di quel meraviglioso assolo di Billy Powell al piano. Ah, e delle coriste: una delle tre è Merry Clayton, che qualche anno prima, era il 1969, aveva prestato la sua voce agli Stones in Gimme Shelter.
Ecco, questa è, prima di tutto, Sweet Home Alabama.

Poi, c’è la storia di com’è nata. La polemica con Neil Young,  l’artista progressista che fa la sua lezioncina (con altre due grandissime canzoni come Alabama e Southern man) accusando il Sud di razzismo. I Lynyrd Skynyrd erano dichiaratamente antisegregazionisti, ma anche sfacciatamente orgogliosi delle loro radici sudiste: non potevano fargliela passare.
Well I heard Mister Young sing about her
Well I heard ole Neil put her down
Well, I hope Neil Young will remember
A southern man don’t need him around any how
Colpito e affondato, caro Mister Young (che comunque non se la prese, in fondo si stimavano reciprocamente).

C’era anche una strofa decisamente più ambigua, che sembrava appoggiare l’allora Governatore dell’Alabama George Wallace – conservatore, segregazionista, anti hippie – e affermare che del Watergate, in fondo, a loro interessava poco. La cosa entrava un po’ in contrasto con quel che fino ad allora erano state le idee espresse dal gruppo, ma fondamentalmente i Lynyrd Skynyrd ci marciarono un po’ sopra e si costruirono un profilo di successo: progressisti ma non troppo, nazionalisti – beh, con un inno così! – ma illuminati.

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