[2014] Il padrone della festa – Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Max Gazzè

Fabi-Silvestri-Gazzè, l'album è Il padrone della festaQualche avventato si è sentito di paragonare l’operazione Fabi+Silvestri+Gazzè a nientepopodimenoche Banana Republic di De Gregori e Dalla (più Ron). Ecco, anche no. Correva allora l’anno 1979, Dalla toccava in quel momento la vetta più alta della sua carriera, della sua maturità artistica, della sua creatività, era per lui l’epoca di Anna e Marco, l’anno successivo avrebbe scritto Cara, La sera dei miracoli, Futura. De Gregori era De Gregori da anni, l’anno prima aveva pubblicato Generale e nello stesso anno di Banana Republic avrebbe fatto uscire Viva l’Italia. Erano due cantautori nel vivo delle loro carriere, insomma.
Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè non sono più nel vivo delle loro carriere da ormai più di dieci anni. Soprattutto gli ultimi due, arrancano ormai stanchi fra una comparsata sanremese e album che faticano a ritrovare la vena della seconda metà degli anni Novanta. Per Niccolò Fabi la questione è differente, il suo successo allora fu meno clamoroso, la sua “crescita” negli anni, come autore, è stata costante. Ma anche in questo caso, non si può certo dire che stia attraversando adesso il suo momento migliore.
Quindi no, Banana Republic non c’entra niente. Non tanto per la qualità del progetto, quanto per il senso che questo riveste per la carriera dei singoli e per la scena musicale italiana. L’avessero fatto nel ’98, sarebbe stata un’altra storia. A rimarcare la differenza, c’è un indizio, un dettaglio che dettaglio non è. Dalla collaborazione Dalla-De Gregori nacque un pezzo come Ma come fanno i marinai, destinato a diventare un classico e uno dei pezzi nel repertorio di entrambi. Difficilmente un solo brano presente su Il padrone della festa si ritaglierà uno spazio altrettanto importante nelle carriere di Fabi, Silvestri e Gazzè.
Detto questo, il risultato è meno negativo di quanto anche il più accanito detrattore potesse immaginare. E qui si può aprire la parentesi su cosa sia davvero questo progetto, questo disco. Il padrone della festa non è una collaborazione fra colleghi, è l’incontro di tre amici. Sono tre amici che, dopo anni di collaborazioni continue, si vengono incontro in quello che – come dicevo prima – è forse il momento peggiore nella carriera di tutti e tre. Il momento in cui i pezzi nuovi non riescono a conquistare nuovi affezionati e spesso deludono i vecchi, che sono invecchiati e hanno nostalgia di quando erano giovani e Silvestri cantava Le cose in comune. E cosa fanno gli amici in difficoltà? Si abbracciano. Ecco, questo disco è un abbraccio. Fra i tre amici e il loro pubblico di sempre. Il tour italiano che partirà a novembre sarà la rappresentazione plastica di tutto questo. Certamente i tre ripercorreranno le loro carriere per la gioia dei trenta-quarantenni con figli che salteranno ancora una volta sulle note de La favola di Adamo ed Eva, Vento d’estate, Lasciarsi un giorno a Roma. E forse si commuoveranno quando Gazzè suonerà nuovamente il basso su Hold me. A fianco alcuni, pochi, conquistati dall’orecchiabile Life is sweet, scopriranno che qualcosa è successo, anni fa, qualcosa che magari vale la pena andare a riscoprire. Ma delle canzoni di questo disco nessuno si ricorderà fra due anni, alla prossima comparsata sanremese.
Peccato, perché l’album nel suo insieme è piacevole, beneficia proprio delle tre voci, che si abbracciano bene fra loro e si “tolgono” a vicenda lo spazio superfluo che avrebbero avuto nei rispettivi album solisti e alcune cose buone ci sono davvero. In particolare Alzo le mani, Giovanni sulla terra e Il Dio delle piccole cose, la stessa Life is sweet, i pezzi in cui i tre danno il meglio come trio, i pezzi in cui uno non prevale sugli altri (Spigolo tondo, per dire, non sarebbe male, se fossimo nel 1995, ma sono vent’anni che un pezzo così Silvestri non ce lo nega; Arsenico è talmente Gazzè che sarebbe stata una buona idea farla cantare a Niccolò Fabi per renderla in qualche modo più credibile). Ma al di là del singolo episodio, aleggia nell’album una buona atmosfera, non ci sono “forzature”, Fabi, Silvestri e Gazzè sono tre amici che si divertono a fare insieme quello che amano e, in conclusione, sì l’abbraccio è riuscito.

Tracklist

  1. Alzo le mani
  2. Life is sweet
  3. L’amore non esiste
  4. Canzone di Anna
  5. Arsenico
  6. Spigolo Tondo
  7. Come mi pare
  8. Giovanni sulla terra
  9. Il Dio delle piccole cose
  10. L’avversario
  11. Zona Cesarini
  12. Il padrone della festa

Must hear songs: Life is sweet, Giovanni sulla terra

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