[1963] Please please me – The Beatles

Please-Please-Me

L’11 febbraio del 1963 i Beatles entrarono in studio e registrarono undici pezzi in 10 ore. Alla fine della giornata, aggiungendo dieci di quei pezzi ai quattro già pubblicati su singolo, l’album d’esordio più importante della storia del rock era pronto.
Perché tanta fretta? Please Please me, il singolo, aveva raggiunto il primo posto, bisognava approfittarne. Ma la ragione più importante era un’altra. La forza dei Beatles era la dimensione live. George Martin voleva catturare questa forza e l’unico modo era riproporre su disco la scaletta di un concerto e registrarla nel più breve tempo possibile, proprio come fosse un live show. Se è vero che i Beatles non avevano una grande esperienza di studio è altrettanto vero che dal vivo erano ormai dei professionisti e tutto filò in effetti liscio, nonostante il raffreddore che aveva colpito Lennon. L’ultimo pezzo registrato, Twist and Shout (che divenne poi il pezzo di chiusura del disco), raschiò il fondo della sua voce. Imbottito di mentine e consapevole di non poter reggere un secondo tentativo, Lennon si lanciò in una esibizione pazzesca, puro rock n’roll. Ancora adesso, riascoltandola si percepisce la fatica di Lennon e il sollievo della band al termine dell’impresa.

Storia e mitologia a parte, il primo album dei Beatles è ancora estremamente godibile. Scelsero i brani fra un repertorio di cover estremamente vario, spaziando dal rock n’ roll dei gruppi femminili come le Shirelles (Boys) a quello d’autore a firma di Gerry Goffin e Carole King (Chains), da Burt Bacharach (Baby it’s you) allo standard pop di A taste of honey. Ma ovviamente il pezzo forte dell’album erano le composizioni originali – ancora a firma McCartney/Lennon – ben 8 sulle 14 tracce totali. Anche qui, a stupire sono la varietà e la qualità elevata, per gli standard dell’epoca. Non c’erano riempitivi, alcune canzoni erano superiori a quelle già pubblicate su singolo (There’s a place) e sorprendentemente mature (Misery). Su tutte spiccava la traccia iniziale – I saw her standing there – che cominciava con il conteggio di Paul e si lanciava in un rock n’ roll che nulla aveva da invidiare ai classici dei maestri: il testo poi era emblematico del rapporto nuovo che i Beatles instauravano col proprio pubblico, con quella frase, you know what I mean, si mettevano su un piano di parità coi loro fans.

Dopo un esordio così, i Beatles si trovarono improvvisamente e da subito a guardare tutti i colleghi dall’alto, come simbolicamente sembrava far intendere anche la foto di copertina, scattata nell’edificio londinese della EMI.
Era cominciata la rivoluzione.

Tracklist

  1. I saw her standing there
  2. Misery
  3. Anna (Go to him)
  4. Chains
  5. Boys
  6. Ask me why
  7. Please please me
  8. Love me do
  9. P.S. I love you
  10. Baby it’s you
  11. Do you want to know a secret
  12. A taste of honey
  13. There’s a place
  14. Twist and shout

Must hear songs: I saw her standing there, Please please me, Baby it’s you, Twist and shout

Produzione
George Martin

Musicisti

John Lennon: voce, chitarra, armonica

Paul McCartney: voce, basso

George Harrison: chitarra, voce

Ringo Starr: batteria, voce

Andy White: batteria in Love me do e P.S. I love you

George Martin: pianoforte (Misery), celesta (Baby it’s you)

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