[1991] Millenovecentonovantuno

Nel 1991 scoppia la Guerra del Golfo, in Sudafrica finisce l’Apartheid e crolla l’Unione Sovietica.
Per il rock è un anno fondamentale, è l’anno dell’ultima vera rivoluzione, la rivoluzione del grunge, di Seattle e di Kurt Cobain. Il 24 settembre esce Nevermind dei Nirvana, l’album di Smells like teen spirit, l’album che finirà al primo posto di Billboard mettendosi alle spalle Dangerous di Michael Jackson, chiudendo con gli anni Ottanta, le tastiere, i suoni un po’ finti, i ritornelli facili e aprendo la strada alle chitarre, alle urla, al disagio. Sulla scia di Nevermind, anche l’esordio dei Pearl Jam, Ten, uscito poco prima e quasi ignorato, diventerà un successo anche commerciale. Esordiscono anche gli Smashing Pumpkins (Gish), mentre i Soundgarden pubblicano Badmotorfinger e gli Afghan Whigs Congregation: per entrambi è il terzo album. Esce il disco della consacrazione dei Red Hot Chili Peppers: Blood sugar sex magik ha tutto, rock, funk, metal e Under the bridge. Alla lunga risulterà indigesto come poche cose dei Novanta, ma sul momento è uno shock.
Prime e principali vittime della rivoluzione grunge sono i Guns n’ Roses, capofila dell’hard rock americano, che proprio quell’anno pubblicano la loro opera più ambiziosa. Use your illusion, in due volumi, è eccessivo, verboso, devastante, pieno di singoli incredibili e riempitivi trascurabili. Ed è anche la fine del gruppo di Los Angeles.
Nel 1991 esce l’ultimo album dei Queen, Innuendo, il migliore dai tempi di The Game, undici anni prima: a novembre muore il cantante Freddie Mercury. Ultimo album anche per i Dire Straits, un addio un po’ spento ma con l’ottima title-track, On every street.
Album della svolta per i Metallica, che con l’album omonimo, quello con la copertina nera, si affidano a Bob Rock per abbandonare il thrash metal, conquistare le classifiche, fare un sacco di soldi e perdere milioni di fan. Decisamente più indolore la svolta dei R.E.M., che con Out of time, secondo album per la Warner, abbandonano lo status di band di culto per trasformarsi in fenomeno di successo di massa, senza perdere però la tenerezza, per così dire, conservando lo zoccolo duro di appassionati e conquistando il resto del mondo.
Gli U2 pubblicano Achtung baby, il loro ultimo grande disco, forse la cosa migliore, sicuramente, la più interessante e meglio invecchiata che abbiano pubblicato.
Nel Regno Unito esce Leisure, il primo album dei Blur, ma soprattutto il capolavoro degli scozzesi Teenage Fanclub, Bandwagonesque,  mentre sul fronte americano Tom Petty prosegue con successo il sodalizio con Jeff Lynne pubblicando l’ottimo Into the great wide open. Gli australiani Crowded House ottengono con Woodface il loro più  grande successo, i Primal Scream pubblicano Screamadelica, capolavoro che mischia acid house, ambient e dance rock, Sting realizza l’ottimo The Soul Cages.
Si sciolgono ufficialmente Talking Heads e Replacements.


I MIGLIORI ALBUM DEL 1991

  1. Ten – Pearl Jam
  2. Nevermind – Nirvana
  3. Achtung baby – U2
  4. Use your illusion I & II – Guns n’Roses
  5. Bandwagonesque – Teenage Fanclub
  6. The soul cages – Sting
  7. Out of time – R.E.M.
  8. Woodface – Crowded House
  9. Congregation – Afghan Whigs
  10. Screamadelica – Primal Scream
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