[2001] Is this it – The Strokes

Cover

Ho una teoria: questo disco ha salvato il rock. So che può sembrare azzardato, ma è una teoria che ha una sua logica. Questo disco ridiede al rock n’ roll chitarristico la dignità che quei dannati geni dei Radiohead avevano messo a rischio con Kid A. C’è stato un momento in cui davvero si è corso il rischio di vedere gruppetti insignificanti ripercorrere a stento la strada segnata dai Radiohead con quell’album. I risultati sarebbero stati devastanti, pari a quelli che fecero i Beatles con Sgt. Pepper nel ’67. Allora ci pensarano i Creedence, in qualche modo. Se ne sbatterono dei fiori, dei sitar, dell’LSD e di tutta quella roba lì e tornarono al rock n’ roll delle origini. Gli Strokes furono i Creedence del post Kid A. Indossarono giacche in pelle nera e imbracciarono volgari e sporche chitarre. Si guardarono indietro e indicarono una strada diversa, una strada nuova e vecchia insieme. Tornarono al rock della new wave newyorkese anni 70. Riff che parevano presi da Patti Smith e dai Television, chitarre che pareva dietro ci fossero Tom Verlaine e Lenny Kaye.

E funzionò. Funzionò talmente bene che forse nemmeno loro se lo aspettavano, talmente bene che ripetersi finora è stato impossibile, per loro stessi e per gli altri. Funzionò al punto che 11 settembre 2001 per il rock è una data da segnare in rosso e far festa, perché quel giorno Is this it arrivò nei negozi e salvò il rock n’ roll. Salvarono il rock, perché un mediocre clone degli Strokes sarà sempre più sopportabile di un mediocre clone dei Radiohead. Salvarono il rock perché senza Is this it non ci sarebbero stati gli Arctic Monkeys.

Salvarono il rock perché Is this it è davvero un grande album che nessuno potrà mai trovare obsoleto, superato. Fra vent’anni staremo ancora qui a stupirci della sua immediatezza, della sua rozzezza, dei suoi intrecci chitarristici e delle sue ritmiche ostinate, di quanto in The Modern Age Casablancas sembri Lou Reed, della linea di basso maccartina della title-track e dell’assolo di Alone, together.


Tracklist

  1. Is this it
  2. The Modern Age
  3. Soma
  4. Barely legal
  5. Someday
  6. Alone, together
  7. Last nite
  8. Hard to explain
  9. New York City Cops
  10. Trying your luck
  11. Take it or leave it

Must hear songs: Is this it, Someday, Alone together, Last nite

Produzione
Gordon Raphael

Musicisti

Julian Casablancas – voce

Nick Valensi – chitarra

Albert Hammond Jr. – chitarra

Nikolai Fraiture – basso

Fabrizio Moretti – batteria

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