9 novembre 1966. La morte di Paul McCartney?

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Sono le 5 di mattina, Paul McCartney ha appena concluso una seduta di registrazione coi Beatles, sale sulla sua Aston Martin e se ne va a casa. A un semaforo però si distrae – forse è stanco, forse ha litigato con gli altri, forse non è solo, forse Rita, l’autostoppista a cui ha deciso di dare un passaggio, l’ha riconosciuto e si è messa a urlare come una matta nell’abitacolo – e per evitare l’impatto con un altro veicolo finisce contro un albero e muore, decapitato.
E’ il 9 novembre del 1966, come faranno adesso i Beatles? Non possono sciogliersi sul più bello, questa è la decisione, però basta concerti. Ma nessuno deve sapere quello che è successo, come nascondere la morte di Paul? Ci vuole un sosia. Nel febbraio del 1967 il fan club ufficiale dei Beatles lancia un concorso: sì, cercasi sosia di Paul McCartney. Non verrà mai proclamato nessun vincitore, ma un vincitore c’è. Si chiama William Campbell, è un attore o un poliziotto o entrambe le cose. Insomma, assomiglia parecchio a Paul. Certo, non è perfettamente identico ma un pizzico di plastica facciale aiuterà. Ok, è decisamente più alto di Paul, ma non se ne accorgerà nessuno.
Già, nessuno, ma come combattere il rimorso per la messinscena? Indizi, distribuire indizi fra le canzoni e le copertine dei dischi. Sulla prima versione della copertina dell’album americano Yesterday and today i Beatles si vestono da macellai che fanno a pezzi delle bambole: di una di queste, George tiene fra le mani la testa. In A day in the life cantano He blew his mind out in a car he didn’t notice that the lights had changed, prima di I’m so tired, forse, John dice Paul is dead man, miss him. E sul White Album ci sarebbero messaggi subliminali e addirittura la foto di William Campbell. E poi Abbey Road, che coi suoi indizi “inconfutabili” – Paul scalzo, la targa dell’auto sullo sfondo – diede inizio alla leggenda.
«Le voci sulla mia morte sono oltremodo esagerate. Comunque, se fossi morto, sarei stato sicuramente l’ultimo a saperlo», precisò Paul.

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