Quando è morto Faber

faber7-01-03

Mio padre aveva questa cassetta, nemmeno originale, registrata da un vinile, con tanto di fruscio e salti qua e là. Fabrizio De André, c’era scritto: anni dopo ho saputo che era l’album noto come L’indiano. Impazzivo per Quello che non ho, perché si sentivano i suoni della caccia al cinghiale in Sardegna e mio padrino andava a caccia, quindi era come se parlasse già di cose di casa mia (anche se non sopportavo, da bambino, l’idea che mio padrino fosse un cacciatore, ma questa è un’altra storia). Comunque credo d’averla consumata quella cassetta, per molto tempo, se si escludono le solite Bocca di Rosa, Il Pescatore e Marinella, Fabrizio De André è stato L’Indiano. Quello che non ho e la voce di De André che comincia a cantare mi regalano ancora un brivido particolare che nemmeno l’immensa Smisurata Preghiera riesce a darmi. Immagino abbia a che fare con la nostalgia, o forse col fatto che il blues è blues. No, soprattutto è la nostalgia, tutte le rimasterizzazioni digitali non potranno togliere a questa canzone l’odore di A112.

Quando ho saputo che era morto ero in casa, da solo. Mi ricordo gli occhi degli amici che ho incontrato subito dopo, quel giorno. La frase fatta sarebbe che sembrava fosse morto uno di casa, uno di famiglia. E forse, in parte, è così. Faber è stato educazione sentimentale e letteraria, è stato un amico comune, è stato una scusa per cementare amicizie ancora giovani, è stato il compagno di pomeriggi in cui non volevi / potevi vedere nessuno: è stato perfino la scusa per avvicinare ragazze inavvicinabili.
Ma in realtà il dolore che ho sentito allora era per il buco con cui negli anni successivi abbiamo imparato a convivere. Il silenzio di De André. Non avere più un nuovo verso da mandare a memoria, una nuova canzone da far suonare ad uno più bravo di me alla chitarra, un nuovo album da aspettare che chissà come sarà il nuovo di De André e da scoprire col classico servizio di Mollica alla fine del Tg1. Persino di quel servizio si è sentita la mancanza, in questi anni. E ho detto tutto, più o meno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...