I Fairport Convention di Sandy Denny

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I Fairport Convention incidono con Sandy Denny solo quattro album – in una carriera di oltre quarant’anni e una trentina di dischi in studio – ma sono tre di quei quattro dischi a fare dei Fairport Convention i Fairport Convention.
Sandy Denny (brevi trascorsi con gli Strawbs) entra a far parte del gruppo nel 1968. Richard Thompson e Martin Lamble, dopo aver pubblicato il primo album e aver rotto con la cantante Judy Dyble, cercano una sostituta. Sandy Denny ha 21 anni, una voce pazzesca e le idee chiarissime. Passa il provino e prende in mano la storia del gruppo, facendola virare verso il recupero della tradizione folk britannica. In un anno, il 1969, con Sandy Denny i Fairport Convention pubblicano tre album calmorosi – What we did in our holidays, Unhalfbricking, Liege & Lief – fondamentali per la definizione dei confini del folk rock britannico.
Fin dal primo dei tre – What we did in our holidays – è chiara la spinta della cantante nel territorio della tradizione folk (emblematica da questo punto di vista She moves through the fair). Pur mantenendo la stessa formazione del primo disco, il suono si fa più ricco, il chitarrista Simon Nicol suona arpa e dulcimer, la stessa cantante introduce pianoforte, organo e un ulteriore chitarra. Fondamentale è il contributo di Sandy Denny anche come autrice – lo dimostra l’apertura con Fotheringay – oltre che come interprete (strepitosa la versione del brano di Bob Dylan, I’ll keep it with mine). E persino Thompson, forse stimolato dalla nuova cantante, scrive uno dei suoi pezzi migliori: No man’s land.
La vera svolta però si ha con Unhalfbricking. Uscito d’estate, a pochi mesi di distanza dall’altro, Unhalfbricking vede l’esordio del violino di Dave Swarbrick, il cui apporto sarà fondamentale nella costruzione del suono di questi “nuovi” Fairport Convention e con cui tutti i futuri gruppi di folk rock britannico (e non solo) dovranno fare i conti. Episodi notevoli sono Who knows where the time goes di Sandy Denny, altre due splendide cover di Dylan (due brani minori: Si tu dois partir, rilettura in francese di If you gotta go go now e Percy’s song) e la bellissima apertura con Genesis Hall del sempre più ispirato Richard Thompson.
Un mese prima dell’uscita di Unhalfbricking, in un incidente stradale che coinvolge il bus del gruppo, muore il batterista Martin Lamble. Il suo posto viene preso da Dave Mattacks, Dave Swarbrick entra ufficialmente in formazione e il gruppo si ritira nella campagna inglese per lavorare al nuovo album. Il risultato, Liege & Lief, è quello che è considerato l’album definitivo e fondamentale del folk rock britannico, l’approdo ultimo del percorso dei Fairport Convention guidati da Sandy Denny. Fin dall’attacco di Come all ye, firmata da Thompson insieme alla cantante, passando per Farewell, Farewell e i molti brani tradizionali riletti, si capisce che il gruppo ha finalmente completato il percorso iniziato con Sandy Denny. Oltre non si può andare e infatti la cantante lascia. Dopo un anno intenso e tre dischi memorabili, prova a camminare da sola. Da sola o quasi, perché Richard Thompson suona in quasi tutti i suoi album e a fianco ha sempre Trevor Lucas, che aveva suonato su Unhalfbricking e con cui ha una relazione. Le discografie parallele della cantante e del suo ex gruppo sono in qualche modo entrambe deludenti rispetto ai tre dischi pubblicati nel ’69. Mentre i Fairport Covention proseguono senza sostituire la loro voce femminile e perdono altri pezzi – Ashley Hutchings prima e Richard Thompson poi –   Sandy pubblica tre dischi a suo nome e uno a firma Fotheringay, il gruppo messo su insieme a Trevor Lucas nel 1970, subito dopo l’allontanamento dai Fairport. Il punto più alto della sua carriera solista resta però la storica collaborazione con i Led Zeppelin, il duetto con Robert Plant in The Battle of Evermore.
Nel 1974 torna a cantare con i Fairport Convention, che guidati da Trevor Lucas sono ormai solo il ricordo lontano del gruppo che aveva lasciato quattro anni prima. Il disco che ne viene fuori, Rising for the moon, è abbastanza deludente. Le sonorità sono più pop, si sente la mancanza di Richard Thompson e soprattutto la voce di Sandy Denny, debilitata da droghe e alcol, ha perso la potenza e la purezza dei tempi migliori. Nonostante tutto alcuni episodi sono davvero notevoli, soprattutto la title-track, What is true? e Dawn, tutte e tre scritte da SandyDawn in particolare è struggente.
Dopo Rising for the moon non ci sarà più un album dei Fairport Convention con Sandy Denny, gli scarsi risultati artistici e commerciali della reunion stroncheranno sul nascere l’idea di un bis. Lei riproverà la carriera solista, un solo album, Rendezvous del 1977, un anno prima di morire per emorragia cerebrale a 31 anni.


Fotheringay (What we did on our holidays, 1969)

No man’s land (What we did on our holidays, 1969)

I’ll keep it with mine (What we did on our holidays, 1969)

Genesis Hall (Unhalfbricking, 1969)

Si tu dois partir (Unhalfbricking, 1969)

Who knows where the time goes (Unhalfbricking, 1969)

Percy’s song (Unhalfbricking, 1969)

Come all ye (Liege & Lief, 1969)

Farewell, Farewell (Liege & Lief, 1969)

The Deserter (Liege & Lief, 1969)

Rising for the moon (Rising for the moon, 1974)

Dawn (Rising for the moon, 1974)

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