[1970] 25 or 6 to 4 – Chicago

Chicago25Or6To4

Per tutti gli anni Settanta, diciamo fino alla morte di Terry Kath, i Chicago sono stati un gruppo pazzesco, capace di fondere rock e jazz con risultati qualitativamente clamorosi e tuttavia sempre straordinariamente accessibili.

25 or 6 to 4 stava sul loro secondo album – che si intitolava Chicago, ma che siccome era appunto il secondo è diventato Chicago II (poi loro non avevano grossa fantasia per i titoli e hanno proseguito così, numerandoli da III a pressoché infinito) – e li ritrae forse nella loro vena migliore. Scritta dal tastierista Robert Lamm e cantata da Peter Cetera, meriterebbe d’essere ricordata anche solo per il lungo e meraviglioso assolo di Terry Kath, ma così si farebbe un torto a Langhorne e Pankow, la sezione fiati che caratterizza il suono della band e di questo pezzo in particolare.
Il titolo per anni sembrò ambiguo e diede vita alle interpretazioni più fantasiose, la più nota faceva risalire quei numeri alla durata dell’effetto di un trip di LSD. Fu lo stesso Lamm poi a spiegare come la realtà fosse molto più banale. Il titolo si riferiva semplicemente all’orario in cui la canzone fu scritta, disse. Mancavano circa 25 minuti (o 26) alle quattro del mattino e il testo raccontava semplicemente la nascita della canzone stessa. Disse.

Waiting for the break of day
Searching for something to say
Flashing lights against the sky
Giving up I close my eyes
Sitting cross-legged on the floor
25 or 6 to 4

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