Dodici canzoni dei Nirvana

nirvana-live

I never wanted to sing. I just wanted to play rhythm guitar – hide in the back and just play.

Kurt Cobain

Prima dei Nirvana c’erano Michael Jackson e i Guns n’ Roses, con i Nirvana cambiò tutto. Il giorno prima c’era Black or White e il pop regnava incontrastato, il giorno dopo chitarre, urla, stridii, feedback si mangiavano le classifiche. La rivoluzione veniva da Seattle, la città di Jimi Hendrix, il suo leader era biondo e non voleva essere leader proprio di niente, voleva solo suonare la chitarra e non era nemmeno questo gran chitarrista, ma aveva quella cosa lì che prima di lui solo Lennon e pochi altri. Non c’era niente che fosse finto, in Kurt Cobain, niente di costruito a tavolino nei Nirvana. Nevermind aveva un po’ di mestiere, certo, ma quello l’aveva messo Butch Vig, l’aveva messo la Geffen. Fecero quello che poche band, pochi artisti – quattro, cinque in tutto forse – possono dir d’aver fatto: cambiare direzione al corso della storia della musica. Lo fecero in quattro anni, con tre dischi potentissimi e senza tempo. Il 5 aprile del 1994 una fucilata si è portato via quello che Kurt Cobain sarebbe diventato, le cose che avrebbe ancora scritto. Ma quei tre dischi sono ancora lì e indossano ancora camicia di flanella e jeans e gridano ancora per tutti i losers che verranno.

Blew (Bleach, 1989)

I Nirvana che saranno erano in fondo già tutti qui, nella prima traccia del primo album.

About a Girl (Bleach, 1989)

La versione unplugged del ’94 è pure meglio, ma ascoltare questo pezzo beatlesiano in mezzo al rumore di Bleach fa molto più effetto.

Smells like teen spirit (Nevermind, 1991)

C’è poco da dire. Da questo riff è partita una rivoluzione, che in parte ha travolto lo stesso Cobain.

Come as you are (Nevermind, 1991)

Il basso “liquido” di Novoselic, a distanza di anni, è ancora una meraviglia. I swear that I don’t have a gun, col senno di poi, un verso da brividi.

Lithium (Nevermind, 1991)

I’m so ugly, that’s okay, ‘cause so are you.

Something in the way (Nevermind, 1991)

Solo Cobain alla chitarra, spettrale da brividi. In un secondo momento, Novoselic e Grohl aggiunsero le loro parti e il tocco finale fu il violoncello, ma la canzone era già tutta lì con Cobain che la canta e la suona da solo.

Serve the Servants (In Utero, 1994)

Classic rock, sostanzialmente. Grande, potente classic rock.

Heart-Shaped Box (In Utero, 1994)

Costretto a scegliere, la mia preferita. Scritta dentro un armadio, Courtney Love la voleva per lei, lui rispose stocazzo.

Rape me (In Utero, 1994)

In qualche modo un pezzo sulla falsariga di Smells like teen spirit. Con un testo più crudo.

Frances Farmer Will Have Revenge On Seattle (In Utero, 1994)

Dedicata a una famosa attrice nata a Seattle la cui vita e carriera furono segnati da notevoli problemi psichici. La figlia di Cobain e Courtney Love si chiama Frances in suo onore. La canzone ha un riff bellissimo.

All Apologies (In Utero, 1994)

Married, married, buriedAll in all is all we are.

Where did you sleep last night (MTV Unplugged in New York, 1994)

Cover di Leadbelly in chiusura dell’album unplugged. Cobain presentando la canzone ne parla come del suo artista preferito, la sua interpretazione è quella definitiva, lacerante, struggente. Un meraviglioso addio postumo.

 

 

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