The Waterboys, Django Django, Beach House, Chris Cornell

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The Waterboys
Mike Scott è sempre stato fra gli artisti più sottovalutati, l’ultimo disco dei suoi Waterboys, Modern Blues, è bellissimo, solido, rock come pochi se ne son sentiti quest’anno. Ma tanto non se lo filerà nessuno nemmeno stavolta.

Django Django
Dopo il boom del primo album era difficile ripetersi, ma i Django Django ci sono riusciti. Su Born Under Saturn ci sono armonie vocali davvero meravigliose, il disco nel complesso è forse più facile del primo e non è detto che sia un male.

Beach House
Siamo ancora lontani da Teen Dream del 2010, forse lo saremo sempre, perché se è vero che la perfezione non esiste, comunque Teen Dream ci andava molto vicino. Però, insomma, siamo su livelli altissimi. Almeno sui livelli di Bloom, forse più su.

Chris Cornell
Non si può non volergli bene. Per quello che ha fatto con i Soundgarden, ma anche per gli Audioslave o, semplicemente, per quella sua voce meravigliosa. Nel ’99 Euphoria Morning ci illuse d’aver trovato anche un solista coi cosiddetti e invece fu un episodio, non ripetuto e forse irripetibile. Higher Truth, splendidamente acustico, non sta da quelle parti ma, almeno, fa perdonare Scream (2009) e, davvero, non è poco.

 

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