[1995] Millenovecentonovantacinque

1995

Anno di grandi esordi, consacrazioni, classici.
Wilco, nuova incarnazione del genio di Jeff Tweedy dopo lo scioglimento degli Uncle Tupelo proseguono il discorso interrotto dalla band precedente: per sperimentare ci sarà tempo, A.M. è un album fondamentale per la band di Chicago. Da Seattle arrivano invece i Presidents of The United States of America, trio batteria, basso a due corde e chitarra a tre (ispirati da Mark Sandman). Sono gli ennesimi figli del grunge, che l’anno prima ha perso il suo “leader”, Cobain. Dalle ceneri dei Nirvana nascono i Foo Fighters di Dave Grohl, che pubblicano quest’anno il primo album, omonimo. Sempre, in qualche modo, dal pianeta Nirvana arriva un altro grande esordio del 1995, quello dei Garbage, creatura costruita attorno al talento, al carisma, alla fighitudo della cantante Shirley Manson da Butch Vig, l’uomo che aveva prodotto Nevermind nel 1991. Sempre in quell’anno Butch Vig produsse il settimo album dei Soul Asylum, Let Your Dim Light Shine, gioiellino un po’ sottovalutato forse, ma che meriterebbe una riscoperta, per i suoni, per la voce di Dave Pirner, per Misery. A proposito di grunge, invece, Neil Young pubblica con i Pearl Jam il notevole Mirror Ball, mentre i Mad Season – supergruppo con pezzi di Pearl Jam e Screaming Trees e Layne Staley degli Alice in Chains alla voce – escono col loro unico album: Above. Sempre nel ’95, gli Alice in Chains pubblicano il loro album omonimo, l’ultimo in studio con Staley alla voce.

Esce Fight for your mind, il secondo album di Ben Harper, chitarrista californiano che da Red Ronnie sostiene di “parlare” con Jimi Hendrix. I Jayhawks, con Tomorrow the green grass, dimostrano che Hollywood Town Hall di tre anni prima non è stato un capolavoro casuale e i Pavement pubblicano Wowee Zowee, il loro terzo album. Per i Blind Melon potrebbe essere davvero la consacrazione. Il loro secondo disco, Soup, è bellissimo, purtroppo resterà anche l’ultimo: il cantante Shannon Hoon muore d’overdose e la band si scioglie (arriveranno un disco postumo di inediti e una improbabile reunion nel 2002.
Album decisivo anche per i No Doubt di Gwen Stefani: il singolo Don’t Speak trascina le vendite di Tragic Kingdom. Pubblica il suo secondo disco, omonimo, Elliott Smith. E, a proposito di geni malinconici, esce Vivadixiesubmarinetransmissionplot degli Sparklehorse di Mark Linkous.

E’ un anno di grandi donne. La canadese Alanis Morissette fa il botto con Jagged Little Pill, esordiscono Cat Power (Dear Sir) e la cantante dei 10,000 Maniacs Natalie Merchant (Tigerlily), Bjork pubblica Post, PJ Harvey To Bring you my love.

In Europa, mentre i Radiohead pubblicano il loro primo capolavoro, The Bends, esplode la Band Battle del britpop: Blur vs Oasis. I primi pubblicano The Great Escape, i secondi (What’s the story) Morning Glory. Sulla media distanza, saranno gli Oasis a vincere, perché capaci di portare il proprio successo anche negli Stati Uniti (e d’altra parte pochi, negli ultimi vent’anni, possono dire d’aver pubblicato un disco con due classici assoluti come Wonderwall e Don’t look back in anger). All’ombra della battaglia per lo scettro di re del britpop, escono preziose perle come Different Class dei Pulp, On degli Echobelly, l’esordio delle Elastica e dei Supergrass, il secondo disco dei VerveWake up! dei Boo Radleys e l’omonimo disco dei Charlatans. Alla rinascita del rock inglese (che forse casualmente forse no coincide con l’uscita dell’ultimo album dei Take That in formazione completa) non può rimanere estraneo Paul Weller, che pubblica uno dei suoi dischi solisti più riusciti, Stanley Road. Quasi evocati da tutti questi gruppi, i Beatles escono col primo inedito a 25 anni dal loro scioglimento: Free as a bird nasce da un demo registrato da Lennon nel 1977 e mai pubblicato, i tre Beatles superstiti aggiungono le loro voci e ci suonano sopra. (Anche i Queen mettono mano a vecchio materiale di Freddie Mercury e pubblicano Made in Heaven). I Rolling Stones pubblicano Stripped, il loro live più bello, una performance acustica accompagnata da una rilettura di Like a Rolling Stone di Bob Dylan, mentre gli U2 incidono una delle loro canzoni migliori – Hold me Thrill me Kiss me Kill me – per la colonna sonora di Batman Forever.


I MIGLIORI ALBUM DEL 1995

  1. The Bends – Radiohead
  2. (What’s the story) Morning Glory – Oasis
  3. Mellon Collie and the Infinite Sadness – Smashing Pumpkins
  4. A.M. – Wilco
  5. The Great Escape – Blur
  6. Different Class – Pulp
  7. To bring you my love – PJ Harvey
  8. Vivadixiesubmarinetransmissionplot – Sparklehorse
  9. Above – Mad Season
  10. I should coco – Supergrass

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