[1965] Millenovecentosessantacinque

1965

Il 1965 è stato davvero un anno cruciale. Per capirlo basta mettere in fila, in ordine cronologico, gli album usciti quell’anno. A gennaio i Rolling Stones pubblicano il secondo album, una raccolta di cover rock n’ roll e rhythm n’ blues tra le quali timidamente si affacciano ancora trascurabili tentativi di Mick Jagger e Keith Richards di mettersi a scrivere pezzi degni del repertorio a cui si ispirano. Ma già a settembre, su Out of our heads ecco Satisfaction, The Last Time e Play with fire. Gli stessi Beatles che quell’estate escono con Help! a dicembre già pubblicano Rubber Soul, che anticipa la svolta più sperimentale che l’anno successivo darà vita a Revolver. Brian Wilson porta i Beach Boys da quelle stesse parti, allontanandoli dall’etichetta di band da spiaggia con due album (Today! e Summer Days) che in pochi mesi li mette allo stesso livello dei Beatles. Per non parlare di Bob Dylan, protagonista della cosiddetta “svolta elettrica”, che in pochi mesi lo spinge da Bringing it all back home verso Highway 61 Revisited. Il primo esce a marzo, il secondo ad agosto. In mezzo – non è certo un caso – i Byrds pubblicano il loro album d’esordio. Titolo: Mr Tambourine Man. Dentro: un bel po’ di cover di Bob Dylan, suonate con le Rickenbacker che avevano visto ai Beatles nella loro performance all’Ed Sullivan Show.
Nel frattempo, da una parte gli amanti del cantautorato folk più tradizionale si consolano con I ain’t marching anymore, il secondo album del talentuoso e sfigato Phil Ochs, e con gli esordi di Eric Andersen e di Jackson C. Frank (troppo presto dimenticato). Dall’altra parte dell’oceano invece, lo scozzese Donovan non riuscirà a evitare l’etichetta di Dylan britannico (se ne libererà in seguito, a fatica, allontanandosi dal folk e sposando la psichedelia).
Sulla scia di Beatles e Rolling Stones emergono o si consolidano realtà come i Kinks di Ray Davies (anche se Kinda Kinks e Kink Kontroversy si avvitano un po’ troppo sul tentativo di ripetere l’exploit di You really got me), gli Animals di Eric Burdon (notevole soprattutto la scaletta statunitense di Animal Tracks), gli Yardbirds con Jeff Beck e Eric Clapton in line-up (è l’anno di For Your Love), gli Hollies di Graham Nash. Ma sarà soprattutto l’anno dell’esordio degli Who col classico My generation. Più sperimentali e meno legati al rock n’ roll e al rhythm n’ blues di matrice stoniana, sono invece gli Zombies di Rod Argent e Colin Blunstone.
Negli Stati Uniti, invece, insieme ai Byrds emergono Beau Brummels e soprattutto i Lovin’ Spoonful di John Sebastian (Do you believe in magic?). Praticamente dimenticati ma – come si dice – seminali, i Sonics, fra i padri del garage rock. E a proposito di garage rock, gli irlandesi Them all’esordio regalano un pezzo destinato diventare un classico, Gloria, scritto dal loro leader Van Morrison.
C’è poi lo strano caso di Paul Simon che, dopo aver inciso con Garfunkel un album d’esordio rivelatosi un flop (è il disco che contiene The Sound of Silence), abbandona il compagno e incide in Inghilterra The Paul Simon Songbook. Nel frattempo, grazie a un nuovo arrangiamento (più elettrico, secondo la lezione dei Byrds che rileggono Dylan), The Sound of Silence diventa un successo. Il duo si riunisce per pubblicare una serie di album capolavoro, alcune canzoni sono già presenti – in versione voce e chitarra – in questo esordio solista di Simon.
Le grandi interpreti femminili dell’anno sono Joan Baez e Odetta, entrambe con dischi di canzoni scritte in gran parte da Bob Dylan, Dusty Springfield e Petula Clark (è l’anno di Downtown), Cher all’esordio in coppia con Sonny Bono. Nell’album di Sonny and Cher, come anche in quello degli Zombies, è presente una cover di You really got a hold on me, già incisa dai Beatles due anni prima e scritta da Smokey Robinson che con il gruppo The Miracles pubblica Going to a Go-Go, capolavoro per la storica etichetta Motown.


I DISCHI MIGLIORI DEL 1965

  1. Rubber Soul – The Beatles
  2. Highway 61 Revisited – Bob Dylan
  3. Summer days (and summer nights) – Beach Boys
  4. Help! – The Beatles
  5. Otis Blue – Otis Redding
  6. Going to a Go-Go – Smokey Robinson and The Miracles
  7. Mr Tambourine Man – The Byrds
  8. Out of Our Heads – Rolling Stones
  9. Here are the Sonics – The Sonics
  10. My Generation – The Who

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