Le radici dei Beatles attraverso i migliori dieci brani di altri reinterpretati da loro

I Beatles con Little Richard nel 1963

Tra il 1963 e il 1965 i Beatles pubblicarono 23 cover in cinque album (da Please Please Me a Help!) e un EP. Sommate alle canzoni finite nel 1994 su Live at the BBC, non si fatica a individuare quali fossero le loro fonti di ispirazione, i loro maestri. Little Richard, Chuck Berry, Buddy Holly, Smokey Robinson e poi tutti i gruppi, prevalentemente femminili, del giro attorno a Phil Spector.
Ecco le radici del suono dei Beatles, attraverso dieci brani di altri reinterpretati da loro.

Twist and ShoutIsley Brothers (1961)
I primi a inciderla, prodotti da Phil Spector, furono i Top Notes nel 1961. Ma la prima di molte interpretazioni di successo appartiene agli Isley Brothers. La loro versione venne prodotta da Bert Russell, uno degli autori, ed è da intendersi come la “reale” versione originale, essendo sensibilmente diversa da quella dei Top Notes.

Baby it’s you – The Shirelles (1961)
Le Shirelles furono il primo gruppo rock n’ roll femminile e aprirono la strada a una serie di altri che arrivarono dopo e che ebbero parecchia influenza sui Beatles (anche per la produzione, che spesso era di Phil Spector). Baby it’s you fu uno dei loro primi successi.

A Taste of Honey – Lenny Welch (1962)
Brano strumentale composto nel 1960 e tratto dalla pièce teatrale omonima (famosissimo nella versione di Herp Albert), nel 1962 viene interpretato per la prima volta da Lenny Welch in versione cantata.

Please Mr Postman – The Marvelettes (1961)
Primo successo Motown del primo gruppo femminile di successo di sempre, le Marvelettes. La canzone parla di quelle ragazze che aspettano notizie dai loro innamorati in guerra. Alla batteria c’è Marvin Gaye.

You really got a hold on meSmokey Robinson and The Miracles (1962)
Secondo grande successo della Motown scritto da Smokey Robinson, che di quell’etichetta è stato fra gli artisti più rappresentativi (ne fu anche vicepresidente per qualche decennio).

Roll over Beethoven – Chuck Berry (1956)
In questo brano Chuck Berry ipotizza che il rock n’ roll possa “diventare” la nuova musica classica e che per questo Beethoven possa rivoltarsi nella tomba.

Words of love – Buddy Holly (1957)
Dovendo scegliere un solo modello per i Beatles, sarebbe lui. Influenzò il modo di cantare di Lennon, scriveva autonomamente la sua musica e il suo gruppo si chiamava i Crickets. Questo non è il suo brano più importante forse, ma è davvero un gioiello. Buddy Holly creò da solo le armonie vocali sovraincidendo la sua stessa voce.

Honey Don’t – Carl Perkins (1956)
Storicamente, è un pezzo importante perché stava sul lato B di Blue Suede Shoes ma, come tale, resta un brano minore di Carl Perkins e conferma l’attenzione dei Beatles nel ricercare brani non troppo noti e abusati.

Long Tall Sally – Little Richard (1956)
Pat Boone aveva rifatto con successo Tutti Frutti, Little Richard scrisse Long Tall Sally cercando di fare una canzone talmente veloce che Pat Boone non sarebbe riuscito a cantarla. Ovviamente, fu un successo strepitoso. (Boone la rifece comunque).

I’m gonna sit right down and cry over you – Elvis Presley (1956)
Fu Elvis Presley a cambiare la vita a Lennon e non solo. Altri hanno avuto un’influenza musicale superiore, ma se una generazione di ragazzi bianchi ha imbracciato la chitarra per fare rock n’roll il merito è di Elvis, il Re.
su Please Please Me (1963)
Comunque a questa sembrano ispirarsi ai Beatles, che la incattiviscono, la rendono più “heavy”, dal momento che con questo pezzo chiudevano i loro live in quel periodo. E’ forse la cover più famosa dei Beatles, incisa con un Lennon ormai afono, raffreddato e stanco dopo aver inciso tutto il primo album in dieci ore.

su Please Please me (1963)
La versione dei Beatles è molto fedele, ma la voce di Lennon la rende più grintosa e la celesta di George Martin al posto dell’organo della versione originale dà quel tocco in più. Sullo stesso disco, registrarono anche un’altra cover delle Shirelles, Boys, cantata da Ringo.

su Please Please me (1963)
Niente di che ma importante perché rivela l’interesse di Paul per cose non rock n’ roll, perché John giustamente non la sopportava e perché per la prima volta i Beatles usarono l’effetto del double-tracking sulla voce.

su With the Beatles (1963)
Interpretazione devastante, si capisce che ai tempi la facevano dal vivo in continuazione. Nella loro versione diventa però una “semplice” canzone d’amore, ispirata dalle lettere che ricevevano dalle fan.

su With the Beatles (1963)
La Motown ebbe una grande influenza sul modo di suonare il basso di Paul, ma questa è un’altra storia. Questo era solo un brano in repertorio che poteva riempire un buco su disco. Loro la rifecero divinamente, con George Martin al piano.

su With the Beatles (1963)
Una delle due cover di Chuck Berry che i Beatles misero su disco (l’altra è Rock and Roll Music su Beatles for sale). La canta George e sembra divertirsi parecchio.

su Beatles for sale (1964)
In repertorio erano ovviamente tante le cover di Buddy Holly, questa fu l’unica a finire su disco. Le armonie vocali sono di John e Paul, Ringo cita il batterista di Holly Jerry Allison facendo lo slapping sul manico di una chitarra (Allison l’aveva fatto su Everyday), l’arrangiamento è molto jingle-jangle e meno country del pezzo originale.

su Beatles for sale (1964)
Perkins era uno degli idoli di George. Dal vivo questo pezzo – di cui McCartney possiede peraltro i diritti – era solitamente interpretato da John, poi si decise di affidarlo a Ringo. George fa un buon assolo.

su Long Tall Sally (EP, 1964)
Little Richard era uno dei preferiti di McCartney e Long Tall Sally, così veloce e così urlata, era il suo grande “numero”. Paul la esegue alla perfezione (pare che sia stato lo stesso Little Richard a insegnargli come cantarla) e tutto il gruppo ha un tiro notevole.

su Live at the BBC (1994)
Il brano stava sul primo album di Elvis, che ne faceva una versione rockabilly che ha poco a che fare col pezzaccio rock n’ roll che i Beatles eseguivano dal vivo e di cui nel 94 è uscita questa versione incisa alla radio nel 1963, con un Ringo in grandissima forma.
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