[1976] Millenovecentosettantasei

Esordi.
Hey! Ho! Let’s go! Poco più di due minuti tirati e con Blitzkrieg Bop ha inizio la storia discografica dei Ramones. Un mese dopo, sempre sul versante punk del rock esce il primo dei tre album delle Runaways di Joan Jett e Lita Ford (e, a proposito di rockers femminili, esce il primo disco degli Heart delle sorelle Ann e Nancy Wilson). Quell’estate John Cale produce l’esordio dei bostoniani Modern Lovers di Jonathan Richman. E a proposito di gente che viene da Boston – ma qui si parla di hard rock e non di punk – esordisce il gruppo che la città d’origine se la porta anche nel nome e nel loro primo album c’è già il classico per cui saranno ricordati: More than a feeling. Sempre dalla stessa costa statunitense, ma più a sud, vengono gli altri due grandi esordienti del 1976. Tom Petty e i Blondie della meravigliosa Debbie Harry. I Klaatu.

Live.
Il 1976 è anno di grandissimi album live. Su tutti, ovviamente, The Song remains the same dei Led Zeppelin e One more from the road dei Lynyrd Skynyrd, che con questo disco scattano una bella istantanea della grandezza raggiunta dalla band, un anno prima che la tragedia si porti via il gruppo. Anche i cugini “southern”, gli Allman Brothers, pubblicano il notevole doppio live Wipe the windows, check the oil, dollar gas. E’ di quest’anno l’album live più venduto di sempre, Frampton comes alive, dell’ex chitarrista degli Humble Pie, Peter Frampton. E poi c’è il triplo Wings over America, non solo e non tanto per la qualità, quanto perché celebra il tour in cui Paul McCartney ripropone con la sua nuova band brani dei Beatles per la prima volta dallo scioglimento del gruppo.

Cantautori, cantautrici.
In mezzo al tour della Rolling Thunder Revue, Bob Dylan pubblica Desire. Pare che l’idea di mettere su la band che lo avrebbe accompagnato sia nel tour sia nel disco fosse venuta a Dylan ascoltando dal vivo Patti Smith e il suo gruppo, che proprio a ottobre del 1976 pubblicano il loro secondo album, Radio Ethiopia. Le altre grandi voci femminili di quest’anno sono Joni Mitchell che propone il capolavoro Hejira e Joan Armatrading che pubblica il suo terzo disco, omomimo, che contiene Love and affection. Escono grandi album di cantautori molto diversi fra loro. Jackson Browne pubblica The Pretender, Billy Joel Turnstiles, Stevie Wonder Songs in the key of life e Lou Reed Coney Island Baby. Senza dimenticare, fra gli inglesi, Station to Station di David Bowie, Year of the cat di Al Stewart e Blue moves, doppio album di Elton John.

West Coast.
Tre grandi gruppi della West Coast pubblicano nel ’76 altrettanti incredibili album. I Doobie Brothers esplorano nuove sonorità, meno country e più soul, con Takin’ it to the streets. I Poco – band nata alla fine degli anni sessanta dallo scioglimento dei Buffalo Springfield – pubblicano Rose of Cimarron. Il bassista si chiama Timothy B. Schmit e di lì a poco entrerà negli Eagles che proprio nel 1976 pubblicano Hotel California, il loro disco più famoso.

Chitarre.
Sempre dalla California, ma con decisamente altre sonorità, arriva Fly like an eagle, bellissimo nono album della Steve Miller Band. E se si parla di chitarristi blues non si può non nominare Troubadour, capolavoro di J.J. Cale che contiene Cocaine. J.J. Cale è fra gli ispiratori anche di un altro grande album di quest’anno: su Gimme back my bullets dei Lynyrd Skynyrd compare una sua cover.
Su entrambi i versanti dell’Atlantico l’hard rock vive momenti entusiasmanti grazie a Presence dei Led Zeppelin, Rocks degli Aerosmith, Jailbreak dei Thin Lizzy. Se a questi si aggiungono gli AC/DC di Dirty Deeds Done Dirt Cheap ecco che si può accettare che mostri sacri come Rolling Stones e Black Sabbath virino verso sonorità in cui le chitarre finiscono in secondo piano o quasi. Ma se i Rolling Stones offrono una prova notevole con un disco affascinante come Black and Blue, Technical Ecstasy dei Black Sabbath è deludente (ma It’s alright cantata da Bill Ward è bellissima). I Queen pubblicano A day at the races, seguito forse anche più riuscito del precedente A night at the Opera.

Dal mondo Beatles, mentre Lennon si prende una pausa per fare il papà, George Harrison e Paul McCartney pubblicano due album non memorabili (Thirty-three & 1/3 e Wings at the speed of sound). Meglio fa il fan dei Beatles Jeff Lynne con il sesto disco dell’Electric Light Orchestra A new world record. Meglio fa il loro ex ingegnere del suono, Alan Parsons che pubblica Tales of Mystery and Imagination, esordio discografico ispirato all’opera di Edgar Allan Poe.
Al mondo prog appartengono anche i primi due album dei Genesis senza Peter Gabriel, A Trick of the Tail e Wind & Wuthering. Al mondo degli ABBA appartiene il quarto, vendutissimo, ascoltatissimo, ballatissimo album degli ABBA, Arrival.


I DIECI ALBUM MIGLIORI DEL 1976

  1. Gimme back my bullets – Lynyrd Skynyrd
  2. Hotel California – Eagles
  3. Black and blue – Rolling Stones
  4. Songs in the key of life – Stevie Wonder
  5. Desire – Bob Dylan
  6. Radio Ethiopia – Patti Smith Group
  7. Presence – Led Zeppelin
  8. Joan Armatrading – Joan Armatrading
  9. Hejira – Joni Mitchell
  10. Jailbreak – Thin Lizzy

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...