1977-1980. I tre anni in cui Lucio Dalla è diventato Lucio Dalla. Le parole e dieci canzoni.

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Non è vero, non è proprio così. Nel 1977 Lucio Dalla era già quello di 4 marzo 1943, Piazza Grande, Nuvolari. Ma i testi di queste canzoni erano di Sergio Bardotti, di Ron, del poeta Roberto Roversi. Nel 1977, per la prima volta, Lucio Dalla scrisse testi e musiche di tutte e otto le canzoni del suo nuovo disco, Com’è profondo il mare. Nei successivi tre anni Dalla non sbagliò un colpo. Com’è profondo il mare nel 1977, Lucio Dalla nel 1979, Dalla nel 1980. In mezzo Banana Republic, tour e disco storici con De Gregori e Ron. Ma in quei tre dischi lì mise in fila 25 canzoni, quasi tutte classici, tutte con almeno un verso memorabile, da cantare, da citare. Testi bellissimi, a volte ermetici, malinconici, divertenti, commoventi. Gli vennero così, pare, prima glieli scrivevano altri poi scoprì di essere non solo un grande musicista ma anche un grande scrittore, uno dei più grandi che abbiamo avuto. E anche se alcuni – De Andrè, De Gregori, Guccini – sono stati più celebrati di lui, soprattutto in quegli anni Lucio Dalla non fu secondo a nessuno.

Le parole

E’ chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare perché lo protegge il mare (Com’è profondo il mare)

Si è svegliato il bambino, a dormire ora è il cane, mentre il padre da ore non parla ed ha sempre più fame. In un lampo la sua decisione, prende in mano un bastone e comincia a volare (Treno a vela)

La musica andina, che noia mortale, sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale (Il cucciolo Alfredo)

Dev’essere uno slavo che dorme e ruba alla stazione quegli occhi senza luce è senz’altro un mascalzone!
Chiamiamo un pulismano ho appena visto l’assassino dar fastidio a un bambino lo teneva per la mano! (Corso Buenos Aires)

A parte i capelli, il vestito, la pelliccia e lo stivale, aveva dei problemi anche seri e non ragionava male.
Non so se hai presente una puttana ottimista e di sinistra, non abbiamo fatto niente, ma son rimasto solo, solo come un deficiente. (Disperato Erotico Stomp)

Quale allegria, se non riesco neanche più a immaginarti, senza sapere se strisciare se volare insomma, non so più dove cercarti (Quale allegria)

Dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora e puoi rinunciare a una gioia per una sottile tenerezza, dove puoi nascere e morire con l’odore della neve, dove paga il giusto chi mangia, chi beve e fa l’amore (…e non andare via)

Poi una notte diversa delle altre, una notte davvero mette a posto tutto, anche il veliero che ricomincia a navigare. Cercherò un piatto caldo, qualcosa da mangiare, un’altra donna si può sempre trovare, mentre scendo dalla nave il cane si è svegliato mi viene incontro e ricomincia ad abbaiare (Barcarola)

La 4a luna era una fila di prigionieri che camminando seguivano le rotaie del treno avevano i piedi insanguinati e le mani senza guanti ma non preoccupatevi il cielo è sereno oggi non ce ne sono più tanti. (L’ultima luna)

Che le stelle della notte fossero ai tuoi piedi, che potessi essere meglio di quello che vedi, avessi qualcosa da regalarti e se non ti avessi uscirei fuori a comprarti. (Stella di mare)

La Signora ha molti figli, molti figli da educare. Qualcuno lo va a trovare, ma tanti, li lascia sulla strada senza mangiare. (La Signora)

Milano ogni volta che mi tocca di venire mi prendi allo stomaco mi fai morire, Milano senza fortuna mi porti con te sotto terra o sulla luna. (Milano)

Ma dimmi tu dove sarà dov’è la strada per le stelle, mentre parlano si guardano e si scambiano la pelle e cominciano a volare, con tre salti sono fuori dal locale, con un aria da commedia americana sta finendo anche questa settimana. (Anna e Marco)

Hai più preso il treno, ci siamo spinti senza avere fretta, ci siamo urlati nell’orecchio senza darci retta, mentre il tango si perdeva in un mare lontano dov’è la tua testa da accarezzare dov’è la tua mano. (Tango)

Cosa sarà che ci fa lasciare la bicicletta sul muro e camminare la sera con un amico a parla del futuro. (Cosa sarà)

Terra non più mia da quando quella notte sei andata via, notte povera e provocante che era da fare in due tenendosi la mano, notte che stai finendo lontano portata via dal rumore di chssà quale aeroplano. (Notte)

E si farà l’amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età. E senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età. (L’anno che verrà)

Ecco il mistero, sotto un cielo di ferro e di gesso l’uomo riesce ad amare lo stesso e ama davvero nessuna certezza. Che commozione, che tenerezza. (Balla balla ballerino)

Anch’io quante volte da bambino ho chiesto aiuto, quante volte da solo mi sono perduto, quante volte ho pianto e sono caduto. Guardando le stelle ho chiesto di capire come entrare nel mondo dei grandi senza paura, paura di morire. (Il parco della luna)

È la sera dei miracoli fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma con la bocca fa a pezzi una canzone. (La sera dei miracoli)

Sono andato al cinema e mi han mandato via perché piangevo forte e mangiavo la sua fotografia. (Mambo)

Adesso, mio dio, dimmi cosa devo fare se devo farla a pezzi questa mia vita oppure sedermi e guardarla passare. Però la vita com’è bella e come è bello poterla cantare. (Meri Luis)

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare, ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare. E la notte cominciava a gelare la mia pelle, una notte madre che cercava di contare le sue stelle, io li sotto ero uno sputo e ho detto “OLE'” sono perduto. (Cara)

Per che cosa mi dovrei pentire, di giocare con la vita e di prenderla per la coda. Tanto un giorno dovrà finire e poi all’eterno ci ho già pensato, è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato. (Siamo Dei)

Dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura (Futura)

 

 

 

 

 

 

 

Dieci canzoni

Com’è profondo il mare

Quale allegria
L’ultima luna
Milano
Anna e Marco
Tango
La sera dei miracoli

Futura
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