Marlene Kuntz vs Afterhours

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Uno dice va beh, è la nostalgia, ma davvero, c’è stato un tempo in cui avevamo gruppi così. Tra Marlene Kuntz e Afterhours non si era costretti a scegliere. Erano diversi e all’inizio diversamente grandi. I primi due dischi di entrambi erano incredibili, bellissimi. Poi i Marlene Kuntz si sono persi, gli Afterhours si sono reinventati. Dovendo ascoltare un album in uscita, adesso, non c’è dubbio che la scelta debba ricadere sugli Afterhours, che ancora provano e ogni tanto riescono a fare cose interessanti. I Marlene Kuntz no, sono praticamente finiti con gli anni Novanta. Peccato. Ma anche, pazienza. Catartica e Il Vile sono dischi da mandare a memoria, in cui tutto – le chitarre, i testi, i suoni, lo spirito del tempo – trama perché il risultato sia perfetto e non scalfibile dagli anni, dai decenni che passano. Non può esistere appassionato sedicenne attuale che non si faccia conquistare da quei due dischi come un appassionato sedicenne di metà anni Novanta. E lo stesso vale per Germi e Hai paura del buio? L’ambizione del secondo è chiara, limpida anche adesso. Nulla di ciò che è venuto dopo ha reso obsoleta una sola nota.
Gli Afterhours però sono cresciuti, hanno capito che ripetersi non era possibile, che non sarebbe stati credibili, e si sono reinventati. Manuel Agnelli si è reinventato. Ha anche imparato a scrivere diversamente, ha provato a essere più “cantautore”, nel senso italiano del termine. E anche se i risultati non sono sempre stati buoni, le idee e gli scatti in avanti, i progetti paralleli, la collaborazione con Mina (e pure quella con Pacifico) e Ballate per piccole iene, tutto ha reso gli Afterhours un gruppo comunque attuale e non solamente un ex grande band degli anni Novanta.

Dieci canzoni

Sonica
Nuotando nell’aria
Trasudamerica
Fuoco su di te
Retrattile
Ape regina
Ti giro intorno
Il naufragio
A fior di pelle
Osja, amore mio
Plastilina
Strategie
Posso avere il tuo deserto
Male di miele
Voglio una pelle splendida
La verità che ricordavo
Bye bye Bombay
Ballata per piccola iena
Riprendere Berlino
Costruire per distruggere

Tre dischi

Catartica (1994)
Il Vile (1996)
Ho ucciso paranoia (1999)
Germi (1995)
Hai paura del buio? (1997)
Ballate per piccole iene (2005)

La formazione

Cristiano Godano – voce, chitarra

Riccardo Tesio – chitarra

Luca Bergia – batteria, cori

Ex componenti

Dan Solo – basso (1995–2004)

Gianni Maroccolo – basso (2004–2007)

Rob Ellis – tastiera (2005)


Manuel Agnelli – voce, chitarra e tastiera

Xabier Iriondo – chitarra

Roberto Dell’Era – basso

Rodrigo D’Erasmo – violino

Fabio Rondanini – batteria

Stefano Pilia – chitarra

Ex componenti

Davide Rossi – violino (1994-1997)

Alessandro Zerilli – basso (1991-1997)

Andrea Viti – basso (1997-2005)

Dario Ciffo – violino, chitarra (1997-2008)

Enrico Gabrielli – tastiere, sax, percussioni, flauto traverso, cori, armonica a bocca, xilofono (2006-2009)

Giorgio Prette – batteria (1990-2014)

Giorgio Ciccarelli – chitarra, tastiera (1999-2014)

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2 pensieri su “Marlene Kuntz vs Afterhours

  1. ti consiglio di ascoltare l’ultimo album dei Marlene e non solo l’ultimo e probabilmente cambierai il tuo pressapochistico e opinabile parere…

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    • in effetti l’ultimo disco dei Marlene mi è piaciuto abbastanza, ma al tempo del post non l’avevo ancora ascoltato
      quanto al mio parere, in quanto tale è per natura opinabile, ci mancherebbe

      Mi piace

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