[1998] Day after day – Julian Lennon

Julian Lennon è il figlio sfigato di John. Quello nato in piena Beatlemania, quindi quello che il padre non si è praticamente filato per quasi tutta l’infanzia, quello che non era figlio del grande amore Yoko ma dell’amore di gioventù Cynthia. Quello che il padrino di battesimo era il manager dei Beatles Brian Epstein, morto quando Julian aveva quattro anni. Quello che si era riavvicinato al padre, ma poi gliel’hanno ammazzato.
E’ anche, per ragioni anagrafiche, il primo fra i figli di Lennon a cercare di seguirne le orme: ha la faccia giusta, visto che assomiglia tremendamente al padre, ma si sente proprio che non è un genio. Eppure qualche numero ce l’ha, il ragazzo, ma il peso di quel cognome non è roba da poco. Dopo un buon inizio, forse più per curiosità e per affetto nei confronti del padre che per altro, la carriera di Julian Lennon si perde in un destino di retrovia e anonimato.
Nel 1998 – era già ampiamente immerso in questo anonimato – lo ricordo sul palco del Primo Maggio a Roma. Un’esibizione che è un’istantanea perfetta dell’intera carriera di Julian. Molta tenerezza, l’emozione di sentirlo cantare Imagine (la somiglianza vocale col padre è impressionante) e poi un suo pezzo inedito, Day after day, bello e anonimo, una ballata in stile Beatles come tante altre, troppo piccola per un cognome così grande.

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