Il suono degli Anni Novanta (parte II)


Il jingle-jangle degli La’s

Insieme a Smells like teen spirit dei Nirvana, l’anno dopo, There she goes è il suono che nel 1990 fa nascere gli anni Novanta. Il filone britpop del decennio muove passi decisivi da queste parti.

La Weissenborn di Ben Harper

Un giorno a Red Ronnie raccontò che parlava con Jimi Hendrix. E va beh, fu un momento imbarazzante. Poi però imbracciò la Weissenborn – va beh, se la mise sulle ginocchia – per suonare Ground on Down e si capì cosa voleva dire Ben Harper. (No va beh, intendeva proprio che parlava con Hendrix).

Il basso di Flea

Bravo eh, bravissimo. Ma a distanza di anni ascoltare per intero un disco dei Red Hot Chili Peppers è diventata una sfida quasi impossibile. Allora furono, in qualche modo, rivoluzionari. Flea che slappava era trascinante, Suck my kiss un pezzone (lo rimane).

Campionare Tarantino

Venivano da New York i Fun Lovin’ Criminals, dentro i loro dischi c’era tutto, sul primo c’era una cover di Louis Armstrong ma soprattutto Scooby Snacks, che aveva un riff molto bello e soprattutto campionava Tarantino, Pulp Fiction e Le Iene. Un cosa follemente anni Novanta.

Cornflake girl

Con questa canzone Tori Amos fece una cosa riuscita forse solo a Joni Mitchell e Kate Bush prima. Un gioiello, un capolavoro artistico che è al tempo stesso un grande brano pop. Joni Mitchell, Kate Bush, anche Fiona Apple che era sua contemporanea. Tori Amos ci mise su anche un testo non facile, per non farsi mancare niente, ma in radio funzionava e funziona ancora moltissimo.

La chitarra di Tom Morello

Non ho altro da aggiungere al momento.

Il sax di Dana Colley

Erano i Morphine del cantante, bassista e leader Mark Sandman, ovviamente, ma la loro musica decollava soprattutto grazie al tocco decisivo del sax di Dana ColleyYou see I met a devil named Buena and since I met the devil I ain’t been the same.

Mmm mmm mmm mmm

E’ la voce di Brad Roberts, quell’estensione che anche avesse cantato versi e non parole ce la saremmo ricordata per sempre. E infatti i Crash Test Dummies fecero il botto con un pezzo il cui ritornello era un mugugno.

La tromba di Vincent Di Fiore

Se n’è già detto. Sarebbero stati plausibili i Cake senza la tromba di Vincent Di Fiore? E gli anni novanta stessi? In questo pezzo, per dire, fa capolino molto discretamente, eppure…

La tastiera Casio di Nick Cave

Tutti abbiamo avuto in casa una tastiera Casio, Nick Cave l’ha usata per la ritmica di uno dei suoi pezzi più belli (Brompton Oratory) su uno dei suoi dischi più riusciti (The Boatman’s Call).

 

 

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