Cinque canzoni degli Animals

Gli Animals erano l’anima nera della British Invasion. Venivano da Newcastle ma facevano blues come l’avessero nel sangue. Come i Rolling Stones, più dei Rolling Stones. Grazie soprattutto a Eric Burdon, faccia cattiva e il bianco con la voce più nera della sua generazione. A scoprirli fu il manager degli Yardbirds, Giorgio Gomelsky, uno che di blues se ne intendeva e che aveva procurato i primi ingaggi ai Rolling Stones. Al basso avevano Chas Chandler, che sarebbe diventato mentore e manager di Jimi Hendrix, ma a renderli unici contribuì parecchio il tastierista Alan Price, soprattutto grazie alla parte d’organo suonata in The house of the rising sun, il brano che li rese immortali (in cui è fondamentale anche l’arpeggio del chitarrista Hilton Valentine) . Furono attivi per tutti gli anni Sessanta, scrivendo alcune fra le migliori pagine di blues bianco. Poi Chandler seguì Hendrix e gli Slade, Burdon proseguì una discreta carriera solista. Nel 1977, l’anno del punk, si riunirono pubblicando un album non male dal titolo meraviglioso Before We Were So Rudely Interrupted, ma le cose migliori le avevano fatte.


The house of the rising sun

We gotta get out of this place

It’s my life

I’m crying

Please don’t let me be misunderstood

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