Undici canzoni dell’Equipe 84

Equipe 84L’Equipe 84 sono stati forse la cosa più interessante che l’Italia ha prodotto a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, fuori dal recinto dei cantautori e del rock progressivo. In un certo senso, provarono a mettere insieme tutte queste cose. I Beatles, i cantautori, il prog. Avevano un front-man carismatico (Maurizio Vandelli) e una sezione ritmica di tutto rispetto (Alfio Cantarella alla batteria e Victor Sogliani al basso). Non “scimmiottavano” il beat inglese come, per certi versi, i Rokes di Shel Shapiro, proponevano cover coraggiose (Traffic, The Move), si affidavano ad autori importanti (Mogol-Battisti, Francesco Guccini) e quando si misero a scrivere in proprio incisero dischi interessanti nella prima metà degli anni Settanta, soprattutto quando Cantarella viene allontanato dopo un arresto per possesso di hashish e il gruppo cambia nome (Nuova Equipe 84), formazione ( Franz Di Cioccio alla batteria e Dario Baldan Bembo alle tastiere) e genere, una sorta di rock progressivo cantautorale che porteranno avanti per tutti gli anni 70 anche col ritorno di Cantarella in sostituzione di Di Cioccio.


Io ho in mente te (1966)

Mogol scrive il testo per un brano già portato al successo da Barry McGuire. Prima hit dell’Equipe 84.

29 settembre (1967)

Mogol-Battisti, stavolta. Rispetto alla versione più minimale che ne farà Battisti c’è tutto il lavoro di Vandelli in fase di produzione, suoni splendidi e il giornale radio.

Nel ristorante di Alice (1968)

Riferimento forse solo casuale, nel titolo, al brano di Arlo Guthrie. Ancora testo di Mogol, musica di Ricky Gianco e spettacolare arrangiamento beatlesiano.

Un angelo blu (1968)

Cover degli inglesi Honeybus, testo di Mogol. Successo.

Un anno (1968)

Testo di Mogol e Vandelli per la cover di un bellissimo pezzo dei Traffic. Scelta non banale.

Tutta mia la città (1969)

Altra cover non scontata. Blackberry Way dei The Move con un bel testo del solito Mogol.

Cominciava così (1969)

Lato B del brano precedente, questa però scritta da Maurizio Vandelli. Un piccolo gioiello.

Pomeriggio: ore 6 (1969)

Cover splendidamente riarrangiata di Marley Purt Drive dei Bee Gees, con testo divertente – e in qualche modo, per l’epoca, scabroso – di Maurizio Vandelli.

Casa mia (Casa mia, 1971)

Pubblicato come Nuova Equipe 84, secondo disco con Franz Di Cioccio alla batteria. Title-track molto bella per “quando a emigrare eravamo noi”.

Diario (Dr. Jekyll e Mr. Hyde, 1973)

Musica di Dario Baldan Bembo e testo di Maurizio Vandelli. Pezzo incredibile per il ritorno – grossomodo – alla formazione originale.

Mercante senza fiori (Sacrificio, 1974)

Dall’ultimo disco prima della reunion alla fine degli anni Ottanta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...