Dieci incredibili dischi italiani del 1997 (più quattro bonus track)

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Tabula Rasa Elettrificata – Consorzio Suonatori Indipendenti

A un certo punto, nel 1997, i C.S.I.Consorzio Suonatori Indipendenti, seconda incarnazione dei punk C.C.C.P., guidati da Giovanni Lindo Ferretti – si trovarono in testa alla classifica dei dischi più venduti. Tabula Rasa Elettrificata era il loro terzo disco. Tabula Rasa Elettrificata fu il loro ultimo disco, qualche anno dopo continuarono, con un altro nome e un’altra storia.

Il primo posto in classifica di Tabula Rasa Elettrificata. è solo l’istantanea più assurda di un anno incredibile per la musica indipendente italiana. Tabula Rasa Elettrificata non è il Nevermind che spalanca le porte a quanto di nuovo avanza inesorabile sotto il pop di inizio decennio. È solo uno dei tanti, in quell’anno pazzesco, è solo quello che – casualmente? – arriva più in alto di tutti e pianta la bandierina. Poi però ci sono tutti gli altri.

Casa – Mao e la Rivoluzione

casa mao e la rivoluzioneNaso importante, smorfie alla Celentano, canzoni che potevo cantare e suonare senza doverne modificare la tonalità. Soprattutto, canzoni bellissime. Ho adorato Mauro Gurlino anche dopo, ma qui – nel 1997, come Mao e la Rivoluzione – si superò. Casa è un disco ancora straordinario e abbastanza sottovalutato.

Alterazioni – Estra

estra-alterazioniAl secondo album, prodotti da Massimo Bubola, gli Estra di Giulio Casale fanno il botto. Nel senso artistico, non commerciale, del termine. Alterazioni è un disco notevole, per certi versi unico, di rock duro e puro, non pretenzioso eppure mai banale, credibile, vero.

 

 

Dentro me – La Crus

la crus dentro meMauro Ermanno Giovanardi, Alex Cremonesi, Cesare Malfatti. Luigi Tenco che incontra il trip-hop, anche qui un secondo disco improvvisamente perfetto e irripetibile. Dentro me, 34 anni, Qui vicino a te (con la chitarra di Manuel Agnelli degli Afterhours), Come ogni volta.

Hai paura del buio? – Afterhours

Afterhours_hai_paura_del_buioE’ l’anno dei secondi dischi, il 1997, evidentemente. Perché anche gli Afterhours di Manuel Agnelli danno un seguito all’esordio “in italiano” Germi, di due anni prima. Probabilmente il disco più incredibile – per ambizioni, riferimenti, maturità – di questa lista.

Da qui – Massimo Volume

daqui massimo volumeRaymond Carver su un tappeto di chitarre, basso, batteria. Slow core, direbbe qualcuno. La voce di Emidio Clementi è qualcosa che ti entra dentro producendo piccoli tagli. Quanto di meglio Bologna abbia regalato alla musica italiana.

Metallo non metallo – Bluvertigo

metallo non metallo bluvertigoQualcosa – molto, una serie di canzoni e di suoni – mi fa preferire il disco d’esordio, Acidi e Basi. Qui c’era tutto l’amore dei Bluvertigo per Battiato e tre grandi singoli. Rispetto al Morgan personaggio televisivo, ma anche al Morgan cantautore di questi anni, un universo alternativo, fuori dal tempo.

Samuele Bersani – Samuele Bersani

samuele-bersani-1997Il terzo album, omonimo, di Samuele Bersani rispose alla domanda chi cazzo è Samuele Bersani? Chi vuole diventare, soprattutto? Cantautore leggero, da tormentone o impegnato e cazzuto? La risposta era ovviamente che Samuele Bersani era tutto questo, ma che poteva soprattutto essere uno dei grandi. Giudizi Universali deformò da subito, certamente, qualsiasi considerazione, perché un pezzo così, wow, ma c’era tanta bellezza dentro questo disco, anche oltre quel capolavoro.

Subsonica – Subsonica

subsonica 1997L’esordio più bello dell’anno. Elettronica, Chemical Brothers, melodia. Tanto da finire e risplendere nel disco in cui Antonella Ruggiero ripercorre la sua carriera coi Matia Bazar (Registrazioni Moderne). Disco bellissimo, canzoni perfette una dietro l’altra. Come se, Istantanee, Radioestensioni, Cose che non ho, Preso blu.

Tregua – Cristina  Donà

tregua cristina donàL’altro grande esordio dell’anno, quando il rock femminile italiano sembrava essere Carmen Consoli (che comunque nel 1997 pubblicò il suo album più bello, Confusa e felice), ecco spuntare PJ Harvey da Rho: Cristina Donà. Produzione di Manuel Agnelli, che da qui comincia a trasformare in oro ciò che tocca (negli anni, La Crus, Massimo Volume, Verdena, Massimo Parente).


Bonus Track

Oltre questi dieci dischi, oltre i già citati Registrazioni Moderne di Antonella Ruggiero e Confusa e Felice di Carmen Consoli, il 1997 ha permesso persino ai Negrita di fare un buon disco (XXX) prima di diventare qualsiasi cosa siano diventati in seguito. E, per amanti del genere, anche Terra e Libertà dei Modena City Ramblers non è certo la cosa peggiore che si possa ascoltare (e a quei tempi l’ho ascoltato). Non sono mai arrivato ad apprezzare L’Albero di Lorenzo Jovanotti Cherubini ma sono abbastanza sicuro che sia fra le cose migliori che ha fatto, no comment invece su Mondi Sommersi dei Litfiba. Ecco invece le quattro bonus track. Tre sono tratte da album d’esordio: l’omonimo di Alex Baroni, Il giardiniere di Niccolò Fabi, La morte dei miracoli di Frankie HI-NRG. La quarta è la traccia che dà il titolo all’ultimo disco dei Casino Royale con Giuliano Palma, CRX.

Cambiare – Alex Baroni

Dica – Niccolò Fabi

Quelli che benpensano – Frankie HI-NRG

CRX – Casino Royale

 

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